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Palazzo del Mar
Il Centro
Gail and Vince

May 10, 2015

Fossacesia. "Taste of Abruzzo" -- it seems like an advertisement, but it was precisely that taste, different from all other regions, which bewitched two American retirees, Gail DiBello Ashley and Vincent Di Preta, and convinced them to come to Fossacesia and invest 800 thousand euro in the purchase of a building that they rent out as a holiday home. A taste reminiscent of the sea, of wild beach, skies and seasons and colorful fish, oil, wine, and other flavors that they enthusiastically describe as "divine."

Gail and Vincent are experts in marketing, tourism, and places to see. Back in New York, they worked as stockbrokers on Wall Street -- Vincent as marketing director -- and when they say that in Abruzzo there is a certain "something" that makes a difference, you believe it.

"Our grandparents were originally from Italy, some from Abruzzo," they say, "and we wanted to know this land. We traveled a lot around the world, but only in Abruzzo did we have that very strong feeling of wanting to stay."

And so they began almost immediately to look for a house to buy. They found it in Fossacesia, on the Trabocchi Coast -- a large building right in front of the sea. "It just seemed too big for us -- there are three floors. So we decided that we would live on the top floor, and we would rent the remaining space of 320 square meters to couples, families, athletes, tourists ..."

Gail and Vincent's home is a constant coming-and-going. They know how to move, know the territory and the secrets of hospitality. New arrivals are asked what they like, what they would like to do. "Austrians and Germans generally respond bike-nature-drink-sing," they say, smiling, "while others say food, the sea, the fish, the trabocchi [ancient fishing structures]. We put together an itinerary, a different program for each. We bring people to wineries, cheese farms, olive oil producers -- and they taste everything, buy and fill their bags with sausages, jams, pastries, wines, cheeses. Then we send them to a trabocco, wilderness trails, parks, and nature reserves. They can go to the mountains, or to see the cities, then back to the sea. They just love it."

And another thing that the foreigners love is time. "From the frenzy of New York, where shops are open around the clock," says Gail, "it seemed strange and beautiful that on Thursday afternoons, the shops do not re-open after lunch. Time is invisible."

The one flaw in all that beauty: the bureaucracy. "It takes months for any card or authorization, address, phone number, or bill to be changed," Gail laments. "It is a perennial struggle. How do you do it?"

"Many guests," Vincent smiles, "ask us why we came from America to live here, with all the logistical and organizational complications. I tell them that before I answer, they must wait three days. And precisely three days later, they tell me that they understand -- that I made the perfect choice."


Dagli Usa in Abruzzo per scelta di vita «Ma la burocrazia...» 

Gail e Vincent hanno comprato casa e affittano agli stranieri «Qui il tempo non passa, è una lotta solo per le bollette» 

10 maggio 2015 
 

FOSSACESIA. "Taste of Abruzzo": sembra una pubblicità, eppure è proprio quel sapore diverso da tutte le altre regioni che ha stregato due pensionati americani, Gail Di Bello Ashley e Vincent Di Preta e li ha convinti a venire a investire a Fossacesia 800mila euro per l'acquisto di uno stabile da affittare come casa vacanze. Un sapore che sa di mare, di spiaggia ancora selvaggia, di cieli e stagioni variopinte e di pesce, olio, vino e altri sapori che loro definiscono entusiasticamente "divini".

Gail e Vincent se ne intendono di marketing, turismo e posti da vedere. Hanno sempre lavorato a New York come operatori di Borsa a Wall Street, Vincent proprio come direttore marketing, e se dicono che in Abruzzo c'è quel "something" che fa la differenza c'è da crederci.

«I nostri nonni sono di origini abruzzesi», raccontano, «e avevamo il desiderio di conoscere questa terra. Ma abbiamo viaggiato tantissimo in tutto il mondo. Solo in Abruzzo abbiamo provato quella sensazione fortissima di voler restare». 

E difatti hanno iniziato quasi subito a muoversi per acquistare una casa. L'hanno trovata a Fossacesia, sulla Costa dei Trabocchi, uno stabile da 320 metri quadri proprio di fronte al mare: «Ci sembrava troppo grande per noi, sono tre appartamenti. E allora abbiamo deciso che noi stiamo all'ultimo piano e lo spazio restante lo affittiamo a coppie, famiglie, sportivi, turisti».

A casa di Gail e Vincent è un via-vai continuo. Loro sanno bene come muoversi, conoscono il territorio e i segreti dell'accoglienza. A chiunque arrivi domandano che cosa gli piace, che cosa vorrebbero fare. «Gli austriaci e tedeschi in genere ci rispondono bike-natura-bere-cantare», sorridono i due, «gli altri ci chiedono del cibo, del mare, del pesce, dei trabocchi. Per ognuno abbiamo un itinerario, per ognuno un programma diverso. Portiamo la gente nelle cantine, nelle cheese-farm (aziende di produzioni di formaggio) e loro assaggiano tutto, comprano, riempiono buste di salumi, marmellate, dolci, vini, formaggi. Poi li portiamo sui trabocchi, nei sentieri selvaggi, parchi e riserve naturali. Andiamo in montagna, a vedere le città d'arte, poi di nuovo al mare. "They just love it"».

E un'altra cosa che gli stranieri amano è il tempo. «Dalla frenesia di New York», dice Gail, «dove i negozi sono aperti 24 ore su 24, ci è sembrato strano e bellissimo che qui il giovedì i negozi sono chiusi. Il tempo è invisibile».

Ma a sporcare quella bellezza c'è la burocrazia. «Ci vogliono mesi per qualsiasi carta o autorizzazione, indirizzo, numero di telefono o bolletta da ottenere», lamenta Gail, «è una lotta perenne, voi come fate?».

«In tanti», sorride Vincent, «appena arrivano ci domandano perché mai siamo venuti a vivere qui da New York, con tutte le difficoltà logistiche e di organizzazione che si incontrano. Io dico loro che prima che io risponda devono aspettare tre giorni. E puntualmente dopo tre giorni mi dicono che ho fatto la scelta perfetta».
 

~ Daria De Laurentiis